IL CASO ETTORE MAJORANA Giuseppe Recchia

 

Ettore Majorana

 

Ettore Majorana, in una foto il giorno prima della sua sparizione.

La cronaca e la letteratura hanno celebrato per anni la storia di un uomo, Ettore Majorana , che la sera del 25 marzo 1938 trentunenne, si imbarca a Napoli sul traghetto diretto a Palermo lasciando due lettere nelle quali preannuncia la propria “scomparsa”. Giunto a Palermo  scrive però di distruggere le lettere che aveva inviato il giorno prima e annuncia di essere di ritorno a Napoli l’indomani. Del suo mancato arrivo a Napoli ci parla non solo Sciascia che si interroga sulle congetture fatte in proposito, ma la stampa internazionale. Sciascia ipotizza che Majorana si sia ritirato in un convento ricusando il suo ruolo di scienziato in seguito a un’intuizione circa il possibile sviluppo della bomba atomica e le conseguenze disastrose che ne sarebbero potute scaturire.

Sciascia aveva ragione: Ettore Majorana non sarebbe morto suicida, né tanto meno sarebbe fuggito in Venezuela. Lo scienziato scomparso nel nulla il 27 marzo del 1938 a poco più di 31 anni, mentre era docente di Fisica teorica presso l’università di Napoli, non si sarebbe mai mosso dall’Italia.  

Nell’ultima intervista concessa prima della sua morte, Pasolini dichiarava: “È bello, è bello il Majorana di Sciascia. È bello perché ha visto il mistero ma non ce lo dice, hai capito? C’è una ragione per quella scomparsa. Ma lui sa che in questi casi un’indagine non rivela mai niente. È un libro bello proprio perché non è una indagine ma la contemplazione di una cosa che non si potrà mai chiarire.”

Materia nera, neutrini e particelle Majorana, diventano termini di un linguaggio corrente in campo scientifico che fanno pendant con la scienza moderna. Ma la vera avventura di Majorana fatta di misteri e di numerosi dubbi ancora oggi non ha trovato sioluzioni. Sappiamo che in fisica delle particelle il neutrino è una particella subatomica elementare di massa  piccolissima e carica elettrica nulla. Appartiene al gruppo dei leptoni e alla famiglia dei fermioni . Sappiamo anche che dopo esserne stato considerato per lungo tempo privo, alcuni esperimenti hanno mostrato che ha una massa da 100 000 a 1 milione di volte inferiore a quella dell’elettrone, con valore più probabile intorno a 0,05 eV/c2. Ed abbiamo appreso che è stato Majorana ad applicare le leggi della fisica alle scienze sociali

Tornando al mistero della sua scomparsa bisogna dire che fu lo stesso fisico catanese a annunciare la sua parizione ed infatti i preparativi della sua scomparsa furono annunciati da numerose lettere a familiari ed amici. E qualcuno ha detto giustamente che Majorana ha applicato a se stesso la sua teoria dell’Antimateria.

Il cugino Salvatore Majorana dichiarò al Corriere della Sera «Non credo che il mio prozio Ettore Majorana si sia ucciso, nessuno di noi lo ha mai pensato. Ha voluto fare una scelta precisa – è questa l’opinione in famiglia – più in linea con le sue capacità intellettuali, i fatti che conosciamo e anche l’opinione delle persone che gli erano più vicine al tempo, cioè la zia Maria, sua sorella».

Io penso che Ettore Majorana abbia premeditato non il suo suicidio, bensì la sua separazione dal mondo pubblico per continuare le sue ricerche in privato che poteva essere ad esempio un convento dove avrebbe trovato una giusta pace. Questa ipotesi è verosimile anche se credo che il dubbioso Ettore faceva gola ad imprese e progetti di grosse industrie americane. Ma qui rischiamo di piombare in pieno in una spy story all’americana. 

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