LINKIESTA, UN GIORNALE CHE CERCA DI INFORMARCI A FUOCO LENTO Giuseppe Recchia

 

L'INKIESTA2

Di tanto in tanto leggo Linkiesta, un giornale online indipendente, nato nel 2011, che s’interroga su temi sociali, politici, economici, finanziari e problemi che provano a sollevar dubbi al popolo italiano. Linguaggio scorrevole e comprensivo che tiene conto della media della nostra cultura nazionale. Anche se non dice nulla di nuovo o di antico si permette il lusso di ripetere le stesse cose che dicono, forse con maggior enfasi altri giornali. Il nostro giornale che si autosostiene e che in 2 anni ha cambiato ben 4 direttori come se fosse una squadra di calcio  ed oggi, dal 2014, è diretto da Francesco Cancellato che trova le sue origini a Lodi nel 1980 con  laurea in economia. Giornale che si specializza su contenuti e progetti speciali, sponsorizzati da realtà che siano interessate ai suoi approfondimenti e che s’ispira a ‘Il Sole 24 Ore’ ma che si azzarda anche in innovazioni come se giocasse a carte col morto. In un editoriale accennava anche ad un «pensiero magico» italiano, quel guardare ai cambiamenti come a soluzioni miracolose. Ma di magie neppure l’ombra per un giornale che rimane Linkiesta ma che resta solo un inchiesta senza niente di nuovo a nordest. Chiediamoci allora come mai?Forse dovremmo dirci che è questione del pacchetto dei suoi giornalisti? No. Perchè loro a me sembrano ottimi professionisti. Colpa del direttore? No. Io credo che non ci sia una strategia di fondo anche se loro la cercano nel darsi un tema di fondo da sviluppare assieme a tutta la redazione. Pensare prima al contenuto e poi al contenitore è un buon ragionamento che non porta da nessuna parte.

La loro redazione composta dai vari Edoardo Varini, Alessandro Oliva, Beniamino Andrea Piccone, Elisabetta Favale, Flavia Perina e Luca D’Elia sono nomi presi a caso e dei quali ho letto gli articoli molto documentati e di grande interesse e che non hanno nulla da invidiare ai loro colleghi de ‘La Repubblica ‘o de Il Corriere della Sera’. Secondo me non vi è la strategia di un giornale nuovo o la ricerca del nuovo. Prendiamo il vecchio ed onorato scoop giornalistico che sembra una usata ed inutile teoria del nuovo ma che oggi  ha un significato vero con questi fatti nuovi che sconvolgono il mondo vedi l’analisi del terrorismo per il quale si spendono le solite parole abusate ed inutili.

E quando si parla di Economia o di Banche perchè non si affondano le critiche anzichè fare le abusate riflessioni dei più noti quotidiani nazionali? Mancanza di coraggio. Ecco il vero problema de Linkiesta e la sua mancanza di strategia. E la strategia a volte coincide col tanto vituperato coraggio.

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