LA POLITICA CI IMPONE OGNI GIORNO NUOVE ELEZIONI MA NOI NON ABBIAMO TEMPO DA PERDERE Giuseppe Recchia

elezioni

La politica ed i politici ogni giorno se ne inventano una nuova. Questa volta ne hanno trovata una nuova che sembra antica. Ed hanno sparato una novità.. lanciando come a caso proposte incredibili, e dicendo, visto che loro hanno tempo da perdere, facciamo nuove elezioni. “Anticipiamo di quattro o cinque mesi la fine della legislatura”, dicono i Signori della guerra. Ma altri politici che potremmo definire ‘i Signori della pace’, e che sono quelli del PD  hanno replicato dicendo No all’ipotesi di anticipare le elezioni dopo il caso Torrisi. Parole del leader di Ap e ministro degli Esteri Angelino Alfano su SkyTg24, elogiando forze di polizia e intelligence per come stanno fronteggiando il rischio terrorismo. Alfano che sostiene, finalmente con un certo equilibrio che per Lui, ‘il caso è chiuso’ e che “noi andremo avanti con il governo, un governo impegnato in uno scenario molto complicato sul fronte della sicurezza”.

KANT

I soliti noti e sempre pronti a promuovere guerre di ogni genere come se fossero guerre di bottoni fatte da ragazzini si sentono invece pronti a prendere armi e a rinnovare le elezioni perchè loro hanno tanto tempo a disposizione perchè per loro il tempo non è danaro ma solo una parola vuota ed insignificante. Già perchè loro non conoscono neppure il latino. Ed allora ricordiamo loro un testo fondamentale del filosofo Immanuel Kant, il ‘De mundi sensibilis atque intelligibilis’, del quale esiste anche una versione in lingua italiana, sempre sperando che capiscano la lingua italiana, ma da come parlano io suppongo che non capiranno nulla visto che si tratta di filosofia e loro non hanno in testa nè idee nè concetti e non sanno distinguere ciò che è soggettivo da ciò che è oggettivo. In quanto il tempo è una nozione molto soggettiva quindi si adatta ai politici che in genere pensano ognuno per sè, per i propri interessi personali. Ma il De mundi sensibilis atque intelligibilis forma et principiis, è letto e commentato anche in lingua sarda in questo modo intelligente: “In ue afrontat sos problemas de s’ispàtziu e de su tempus, chi sunt intuitziones puras e sas conditziones sugetivas e netzessàrias de sa mente de s’òmine: ispàtziu e tempus serbint a coordinare sos datos sensìbiles e benint in antis de ogni connoschèntzia sensìbile”

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